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NOTIZIE DALLA CITTA' ED ALTRO
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CONVOCAZIONE DELLE COMMISSIONI COMUNALI
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INVITO IMPORTANTE Per bambini da 0 a 99 anni !!!!!!!!!!!!!! SABATO 8 dicembre, alle ore 16, vi aspettiamo tutti davanti all’ingresso della scuola materna GARIBALDI dove incontreremo NONNA ADA e tanti amici che ci condurranno, leggendoci una storia vera, verso ‘LA NOTTE SANTA’. Ascoltando i versi di una famosa poesia, percorreremo Via Palestro , Via Solferino, Via Cialdini e Piazza Cavour. Durante questa passeggiata incontreremo musici, pastori, mercanti, osti e tante figure del presepe. Al termine, NONNA LUIGIA ci aiuterà a scrivere una letterina a GESU’ BAMBINO e poi….. GRANDE NUTELLATA PER TUTTI! VI ASPETTIAMO NUMEROSI….e , passate parola! GLI AMICI DEL CENTRO STORICO (e non solo) La morte di Pavarotti
Collegamento ad alcuni suoi bellissimi video dove si propone in: |
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Ricomincia anche quest’anno la Scuola Allievi del Corpo Musicale S. Cecilia di Meda...
...Per mantenerci sempre giovani e brillanti abbiamo bisogno anche di te, del tuo entusiasmo, della tua voglia di fare musica. ...La Scuola Allievi ti dà la possibilità di diventare uno dei nostri suonando il tuo strumento preferito. L'obiettivo della Scuola è, infatti, quello di imparare a suonare uno strumento, per poi essere inseriti nell'organico effettivo della banda e quindi partecipare a tutte le nostre attività! ...Scegli il tuo strumento, tra flauto, clarinetto, sax, corno, tromba, trombone, euphonium, basso tuba e percussioni; contattaci il mercoledì o il giovedì sera, dalle 21 in poi, telefonando al numero 0362 341300 o venendoci a trovare presso la sede di Via G. Cantore 6, Meda. Oppure scrivici dal nostro sito www.scecilia.altervista.org”
C'è un tempo stabilito per ogni cosa e per ogni opera: un tempo per nascere e un tempo per morire. Nella morte l'uomo non è mai sostituibile. L'unica situazione in cui tu sei protagonista assoluto e non puoi essere sostituito da nessuno, è la morte. Quindi nella morte tu fai l'esperienza più propria della tua radicale unicità. È in base alla morte che tutti noi siamo unici. Ma io dico che la morte non è soltanto l'esperienza della propria unicità, ma è anche l'esperienza del legame, perché nella morte si muore e si deve morire sempre per qualcuno o qualcosa. Nella morte che cosa accade? Sostanzialmente perdi il mondo nella sua totalità, e chi ti ama, in qualsiasi modo, perde colui che muore. E quando muori, con te muore tutto quello che noi avremmo potuto vivere con te e fare con te. La morte porta con sé definitivamente a morte tutte le possibilità, qualsiasi, che noi avremmo potuto vivere con te. Quindi nella morte c'è l'esperienza dell'autenticità, ma anche l'esperienza profonda della relazione e dell'amore umano. Ecco perché bisogna tenere insieme tutte e due gli aspetti: gli aspetti della insostituibilità e unicità nel morire, ma anche gli aspetti profondi della razionalità del vivere. C'è un tempo per nascere e un tempo per morire. Come fratello, Questo avrei dovuto spiegarti, tanto e ormai troppo tempo fa….caro Maurizio. Perdonaci per non avere ascoltato il Tuo soffocato ma diretto urlo d'aiuto
«Sul suo volto era incisa la storia del
paese».
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Il Verde in città dovrebbe essere una rivincita di possesso della collettività sulla individualità. I gruppi, le famiglie nei parchi farebbero da contrasto con i solisti dell’automobile. Le aree verdi sono tempi di relax , di ricreazione e, soprattutto, di relazione. Spazi e persone si incontrerebbero per gioco, per trascorrere del tempo libero, come sono, senza ruoli e senza pregiudizi. Il verde sarebbe anche una protezione per adulti e bambini: sarebbe una alberata spaziosa in piena visibilità e controllo, sarebbe una siepe che accompagna i ragazzi lungo percorsi sicuri dalla casa alla scuola, sarebbe una protezione per le piste ciclabili, sarebbe una “ via residenziale” dove convivono parcheggi e giochi, sarebbe un cortile scolastico o condominiale. Abbiamo urgente bisogno di nuove realizzazioni di arredo urbano. Per quanto riguarda l’arredo urbano e miglioramento della viabilità, il ruolo del verde è tra i più evidenti e spesso risulta diventare il motivo di facile confronto tra città. Il verde come arredo urbano è l’elemento qualificante di ogni tipo di intervento e località. Non è solo una questione di estetica, è una condizione di dignitoso decoro urbano. È l’espressione, il colore, il carattere di ogni città; è l’accoglienza degli ospiti e dei cittadini residenti senza proferir parola. In merito alla viabilità il verde le conferisce ordine e percezione dei percorsi a distanza; conferisce il sistema di rispetto delle parti, dell’automobilista, del ciclista e del pedone. È un elemento di sicurezza e di qualità delle realizzazioni stradali, spesso iniziate e mai terminate nella loro parte a verde e paesaggistica. Infatti terminano, di frequente, dove finisce il manto di asfalto; il collegamento col contesto paesaggistico non esiste. Quale ambito è più ricreativo e di maggiore fruibilità in una città se non gli spazi verdi ? Il verde offre una vasta tipologia di spazi ricreativi, da quelli liberi e naturalistici a quelli attrezzati e finalizzati alle specifiche età o attività sportive. Comunque l’elemento di naturalità che la vegetazione degli spazi verdi comprende è sempre la parte qualificante e riconciliante con tutto il contesto urbano. Ricordiamo, tuttavia, di includere tra gli spazi che necessitano di maggiore fruibilità e funzionalità anche le aree verdi degli spazi pubblici, come le scuole, le piazze gli edifici pubblici, che spesso soffrono di abbandono e anonimato. Gli spazi urbani che richiedono maggiori interventi sono le aree dismesse, ex industriali o ex di qualcosa che non c’è più. queste sono aree che devono comprendere, nel piano di destinazione urbanistica, degli spazi liberi, verdi e di massima fruibilità pubblica che sappiano dare respiro alla città ed ai cittadini. Con l’augurio di aver descritto,
non l’utilità, ma l’ urgentissima necessità per la nostra città di
buone realizzazioni di aree verdi, in quanto del tutto sprovvista,
spero che i prossimi interventi di pianificazione urbana valutino
nell’insieme e nel particolare quanto sia importante la realizzazione di
un Piano del verde che raccolga le necessità sia del territorio, sia dei
cittadini, soprattutto dei bambini. Infatti come recita un motto: se gli
interventi sono a misura dei bambini, allora sono a misura di tutti.
Non più città senza verde
Anche per l’anno 2005 la Regione Lombardia mette a disposizione delle
famiglie di persone disabili contributi per l’acquisto di strumenti
tecnologicamente avanzati, in applicazione della Legge Regionale n. 23
L'ALTRO PAPA
KAROL CI HA LASCIATO NEL MOMENTO IN CUI DI LUI AVEVAMO PIU' BISOGNO
Un po' di silenzio
Il papa è morto. Il grande cuore di Karol Wojtyla
ha cessato di battere alle 21 e 37 di ieri sera, sabato 2 aprile. La sua
parabola di infermità e dolore si è chiusa al consumarsi di un’agonia iniziata
nel tardo pomeriggio di venerdì. Le condizione del pontefice polacco si erano
improvvisamente aggravate ventiquattrore prima. La diagnosi è stata una delle
complicazioni che si temeva potesse colpire la pur forte fibra di Wojtyla ormai
pesantemente debilitato e costretto dal 24 febbraio a respirare grazie ad un
foro praticato nella trachea: infezione alle vie urinarie. Un pericolo che
incombeva dal 13 marzo scorso, giorno delle dimissioni dal policlinico Gemelli.
«Il Santo Padre- ha dichiarato il direttore della sala stampa vaticana Joaquin
Navarro Valls pochi minuti prima delle 23 di giovedì- è stato colpito da una
affezione altamente febbrile provocata da una infezione documentata delle vie
urinarie. E’ stata iniziata un’appropriata terapia antibiotica». Giovedì era
stata una giornata «normale» per il papa. Iniziata con la messa nella sua
cappella provata e seguita da colazione, terapie, esercizi di fonazione e
lavoro. Giovanni Paolo II sembrava addirittura rinfrancato dopo l’applicazione
del sondino nasogastrico che, dal giorno prima, gli permetteva un’alimentazione
più completa. Poi l’improvviso e pesante attacco febbrile. Attorno alle 20,
secondo quanto si è appreso da fonti vaticane, il pontefice avrebbe anche
accusato un repentino calo di pressione.Solo in tardissima serata l’allarme ha
iniziato a rientrare, quando c’è stata la certezza che gli antibiotici avevano
fatto il loro dovere. Intanto piazza San Pietro incomincia a riempirsi di fedeli
in preghiera, che volevano stare vicini al loro papa papà. E le preghiere per la
salute di Wojtyla si moltiplicano, si prega in tutti i continenti, pregano tutte
le religioni per questo papa. E sempre nel pomeriggio di lunedì il Santo Padre
decide di rifiutare l’ennesimo ricovero a quel policlinico Gemelli che lo stesso
Wojtyla ha definito il «Vaticano III». Sarebbe stato l’undicesimo in ventisei
anni e mezzo di pontificato. «Gli è stata spiegata la reale situazione», precisa
Navarro Valls. Il papa ha chiesto se era «strettamente necessario» il
trasferimento al Gemelli. Gli è stato risposto di no e «ha deciso di rimanere
nell’appartamento». Venerdì Wojtyla, ancora lucidissimo, alle sei del mattino ha
voluto concelebrare la messa dal suo letto. Poi ha chiesto che gli venisse letta
la Via Crucis. Il cardinale Camillo Ruini raggiunge gli appartamenti del papa
attorno alle 8.45. Quando esce spiega di aver trovato un pontefice «molto
sereno». Poi arriva, pesante come un macigno, il comunicato delle 18.30. «Le
condizioni generali e cardiocircolatorie del Santo Padre- dichiara Navarro
Valls- si sono ulteriormente aggravate. Si registra una ingravescente
ipotensione arteriosa, mentre il respiro è diventato superficiale. Si è
instaurato un quadro clinico di insufficienza cardiocircolatoria e renale. I
parametri biologici sono notevolmente compromessi». Poi l’ultima frase. «Il
Santo Padre, con visibile partecipazione, si associa alle continue preghiere di
coloro che lo assistono». Poche ore dopo in piazza San Pietro ci saranno oltre
sessantamila persone in preghiera, con lo sguardo fisso alle due finestre accese
dell’appartamento papale. Sabato, alle 11.30, Navarro Valls legge il bollettino
medico: «Le condizioni generali, cardiorespiratorie e metaboliche del Santo
Padre si mantengono sostanzialmente invariate e pertanto gravissime. Dall’alba
di oggi è stata osservata un’iniziale compromissione dello stato di coscienza.
Stamane, alle7.30, è stata celebrata la Santa Messa alla presenza del Papa.
Nella serata di ieri probabilmente il Papa aveva in mente i giovani da lui
incontrati in tutto il mondo lungo il percorso del suo pontificato. Infatti,
sembrava far riferimento ad essi quando, dalle sue parole, in più riprese, si è
potuta ricostruire la seguente frase: "Vi ho cercato. Adesso voi siete venuti da
me. E vi ringrazio"». |