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ZOOM
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Inquadramento geografico
dell'intervento |
Obiettivo dell'intervento
Il progetto è nato dall'esigenza di realizzare un sistema
alternativo per il collegamento sull'asse Est-Ovest del Nord Italia
rispetto alla polarizzazione dell'area milanese. L'intervento è
finalizzato a realizzare una rete viabilistica alternativa all'asse
Bergamo - Milano - Como - Varese lungo il sistema autostradale
A4/A8/A9, sviluppandosi a nord del capoluogo lombardo.
Dato il sostanziale parallelismo con la Milano - Venezia, ed
attraverso la connessione con le molteplici arterie di penetrazione
intercettate (A8-A26, A8, SS233, "Varesina", A9, SS35 "dei Giovi",
SS36 "del lago di Como e dello Spluga", Tangenziale Est di
Milano,ecc....), la realizzazione del nuovo asse trasversale ha lo
scopo di drenare il traffico che si genera a nord del capoluogo, che
non avrà più la necessità di gravitare sul sistema viabilistico
milanese e sul tratto urbano della A4. L'opera consentirà, altresì,
di potenziare il sistema dei collegamenti del tessuto produttivo
lombardo con i tre aeroporti della Malpensa, di Linate e di Orio al
Serio.
Descrizione dell'intervento
Il progetto infrastrutturale di un sistema viabilistico a
scorrimento veloce a Nord di Milano ha avuto diverse fasi di
proposte realizzative. Inizialmente era stato presentato un progetto
che prevedeva la realizzazione di un'arteria autostradale denominata
"Pedemontana". Successivamente, a causa della forte opposizione
degli Enti territoriali interessati al tracciato, è stata avanzata
una nuova proposta di progetto denominata "Gronda Intermedia". La
fusione delle due alternative di tracciato ha dato luogo alla
proposta denominata "Pedegronda", un ampio sistema autostradale,
formato da tre collegamenti o "sottosistemi": il sub-sistema della
Gronda Intermedia, da Legnano (A8) a Dalmine (A4), di Km. 54; il
sub-sistema comasco, comprendente i collegamenti da Varese a Como e
da Como a Cesano Maderno (intersezione con la Gronda), oltre alla
tangenziale di Como (da Casnate a Tavernerio SS 342), per uno
sviluppo totale di Km. 45; il sub-sistema varesino, comprendente la
tangenziale di Varese, da Gazzada (A8) a Folla di Malnate, e il
collegamento da quest'ultima località al valico svizzero del
Gaggiolo (direzione Mendrisio), per un totale di Km. 14. A questi
tre sottosistemi c'è da aggiungere il collegamento Lecco-Bergamo tra
Usmate Velate - Cisano Bergamasco e Cisano Bergamasco - Ponte San
Pietro, di Km. 30, che porta l'infrastruttura a svilupparsi per
complessivi Km. 144. Per quanto riguarda l'intero sistema, è stata
fatta la scelta del "sistema autostradale aperto", a pedaggio sulle
medio-lunghe distanze, ad utenza libera per il traffico locale.
Anche questo progetto risulta tuttavia superato.
Con l'apertura dell'hub di Malpensa la Regione Lombardia e le
province interessate, unitamente alla società concessionaria (la
Società Autostrada Pedemontana), hanno avanzato una nuova proposta
di progetto così come concordato dal Protocollo d'Intesa del gennaio
1999, noto come "Itinerario viabilistico pedemontano" di cui esiste
uno studio di fattibilità redatto dalla società SPEA Autostrade con
la consulenza del Centro Studi Pim.
La proposta, che riprende il "sistema autostradale aperto", integra
elementi viari esistenti, sia autostradali (A8 e A9) che ordinari
(tangenziale di Varese , variante di Lentate della SS 35 dei Giovi,
SS 336 Busto Arsizio - Malpensa) con tratti autostradali di nuova
realizzazione.
In particolare la nuova soluzione prevede:
1. il completamento del sistema tangenziale di Varese a Nord, dallo
svincolo di Gazzada fino al valico svizzero del Gaggiolo;
2. la realizzazione della tangenziale di Como, di collegamento fra
la SS 342 Briantea (di cui è prevista una riqualificazione), l'A9
Milano Chiasso, e la SP 36 Cantù-Como; i due elementi viari sopra
citati risultano connessi al terzo rispettivamente grazie ai tratti
esistenti Gazzada - Busto Arsizio dell'A8 e Grandate - Rovello Porro
(Turate) dell'A9 andranno potenziati in modo opportuno;
3. la realizzazione dell'asse autostradale di collegamento fra i
densi bacini di utenza posti ad Ovest (Malpensa, Gallarate, Busto e
Legnano) e a Est (Monza, Vimercate, Bergamo) dell'area milanese, che
si snoderà nel pieno della conurbazione Nord del capoluogo lombardo
(media e bassa Brianza).
Il nuovo tracciato avrà inizio sulla "bretella di Gallarate" tra
l'A8 e la SS 336 per Malpensa, prevista dal Piano Territoriale
d'Area Malpensa, e si collegherà quindi, in prossimità di Cermenate,
alla Variante di Lentate (di recentissima apertura) della SS 35 dei
Giovi e proseguirà poi in direzione di Desio (Cesano Maderno),
utilizzando un tratto - appositamente potenziato - della superstrada
Milano Meda (SS 35) con un raccordo tramite la Novedratese per
assicurare un collegamento del bacino lecchese a Malpensa. Da questo
punto è prevista la partenza della nuova direttrice autostradale
Desio - Vimercate (tangenziale est di Milano) sino all'innesto
sull'A4 Milano - Venezia a ovest dell'Adda, consentendo altresì
l'allacciamento con il sistema tangenziale di Bergamo in
costruzione.
Stato di avanzamento
Il progetto si trova nella fase di assegnazione dell'incarico per la
progettazione preliminare.
Cronistoria
In data 26 gennaio 1999 è stato sottoscritto il Protocollo d'Intesa
per l'Itinerario Viabilistico Pedemontano tra: Regione Lombardia,
Province di Bergamo, Como, Lecco e Varese, Comuni di Como e Varese,
Autostrada Pedemontana S.p.a., Società Serravalle Milano - Ponte
Chiasso S.p.a., Società Autostrade S.p.a. e ANAS. Il protocollo
riguarda la definizione del Sistema Viabilistico Pedemontano sulla
base del tracciato concordato nel novembre 1998.
In data 12 aprile 1999 si è svolta la Pre-Conferenza dei Servizi
inerente il Sistema Viabilistico Pedemontano, alla presenza del
Sottosegretario ai Lavori Pubblici, on. Antonio Bargone. Lo scopo
dell'incontro, dopo l'avvio della prima fase di confronto in sede
tecnica con gli Enti Locali, era quello di verificare, alla presenza
dei rappresentanti dell'Amministrazione Centrale dello Stato, la
volontà di realizzare un nuovo collegamento di tipo viabilistico, in
direzione est - ovest.
Dalla discussione è emersa, da parte delle Amministrazioni Locali,
una effettiva problematicità nel pronunciamento sul percorso
operativo e sullo scenario prospettati dal Documento distribuito in
corso di riunione; ne è conseguita l'opportunità, fatta valere dal
Sottosegretario ai LL.PP. on. A. Bargone, di aggiornare la
Pre-Conferenza dopo aver fatto un'ulteriore verifica con le Province
e i Comuni interessati al tracciato. A conclusione del lavoro di
raffronto puntuale tra le Province e i Comuni sulle singole tratte
dell'infrastruttura il 19 luglio 1999 si è giunti alla seconda
Pre-Conferenza dei Servizi, dove, per le singole tratte del si sono
registrati diversi gradi di approfondimento e di convergenza verso
soluzioni unitarie di tracciato. Per alcune tratte il consenso
risultava consolidato su un'ipotesi di tracciato concordato:
esemplari in questo senso sono le tratte che interessano Varese e
Como.
Relativamente alle altre tratte (tra cui possono essere ricomprese
le tratte che staccandosi dalla A8 in Busto Arsizio attraversano i
Comuni della Provincia di Varese e della Provincia di Como fino a
Cermenate e poi della Provincia di Milano fino a Vimercate con
possibili alternative di percorso nell'ultimo tratto) le
Amministrazioni non hanno fornito indicazioni alternative di
tracciato. In particolare, nel tratto milanese Cermenate - Desio -
Vimercate la Conferenza dei Sindaci della Brianza ha elaborato una
proposta di Piano d'Area quale strumento di riferimento per valutare
le esigenze e la domanda di mobilità in relazione al territorio.
Dallo studio è emersa l'esigenza di dotarsi di un sistema fortemente
integrato ferro - gomma, da ottenersi attraverso la realizzazione di
nuovi interventi a completamento delle diverse maglie gerarchiche,
ma soprattutto attraverso la riqualifica e l'adeguamento delle
infrastrutture esistenti.
Vi è infine la tratta Vimercate - Dalmine, in relazione alla quale
occorre esplorare in modo approfondito le alternative di percorso e
di sistema, al fine di valutare la soluzione preferibile sulla base
delle implicazioni territoriali e ambientali di adeguamento
funzionale della rete viabilistica stradale e ferroviaria. Tuttora
non risulta definita una scelta di percorso e di sistema, ma sono
state individuate specifiche alternative, vincolate sostanzialmente
dalle ridotte possibilità di attraversamento dell'Adda.
La Giunta Regionale ha approvato, con D.G.R. n.46933 del 3 dicembre
1999, il Protocollo di Accordo per la definizione del Sistema
Viabilistico Pedemontano e le relative modalità per lo sviluppo del
progetto preliminare.
In data 13 marzo 2000 è stata sottoscritto, presso la sede della
Giunta della Regione Lombardia, il testo di accordo per la
realizzazione e per la progettazione del Sistema Viabilistico. Il
Protocollo di accordo è sottoscritto dalla Regione Lombardia, dalle
Province di Varese, Como, Milano, Bergamo, Lecco, dai 5 Enti Parco,
dall'ANAS, dall'Autostrada Pedemontana Lombarda S.p.A., da 91 Comuni
su 97.
L'accordo fissa tempi e risorse certe: otto mesi per produrre il
documento vincolante per la redazione del progetto preliminare e 500
milioni per gli studi necessari. Il Sistema Viabilistico Pedemontano
sarà una superstrada, differenziata nella sua tipologia per tratte a
seconda dei territori, con un insieme di opere integrate e
complementari. Il gruppo tecnico unificato, sulla base delle
indicazione apportate dai gruppi di studio istituiti per valutare le
singole tratte, deve valutare la proposta di un'arteria stradale a
doppia carreggiata, da realizzarsi in parziale autofinanziamento,
oltre a valutare la compatibilità e sostenibilità ambientale degli
interventi infrastrutturali, individuando le necessarie opere di
mitigazione.
Nel mese di agosto 2000 la Regione Lombardia e i numerosi Comuni
della Brianza, orientale e lecchese, e della Bergamasca hanno deciso
di affidare al Dipartimento di Scienza del territorio del
Politecnico di Milano, l'incarico di effettuare uno studio per
individuare la soluzione ottimale del tracciato in queste due aree,
tenendo conto delle previsioni urbanistiche locali, delle emergenze
socio - territoriali, delle problematiche ambientali e delle
interconnessioni con la viabilità esistente ed il servizio
ferroviario. Lo studio è cofinanziato dalla Regione con 150 milioni
di lire e con 120 milioni di lire dai Comuni interessati.
Il 15 marzo 2001, presso la sede della Regione Lombardia, si è
raggiunto l'accordo politico, a livello locale, sul progetto: con il
via libera di tutte le Province interessate, quattro dei sei Parchi
e del 75% dei Comuni (che rappresentano l'85% della popolazione
coinvolta) si è sbloccato l'iter per la definizione del tracciato
dell'opera viaria. La soluzione, individuata dalla Regione
Lombardia, prevede la realizzazione di un percorso continuo che
attraversi le province di Varese, Como, Milano e Bergamo e lo
sviluppo dei sistemi tangenziali di Como e Varese. E' stata
richiesta, al Ministero dei Lavori Pubblici, la convocazione della
pre-Conferenza dei Servizi per individuare i finanziatori privati
dell'opera.
Il 3 aprile 2001, presso la sede della Regione Lombardia, è stata
definitivamente chiusa la pre-Conferenza dei servizi sancendo il
risultato politico del 15 marzo che prevede l'accordo, a livello
locale, sul tracciato dell'opera viaria con il via libera di tutte
le Province interessate, di quattro dei sei Parchi e dell'85% della
popolazione dei Comuni interessati. La pre-Conferenza ha deliberato
di dare avvio alla progettazione preliminare dell'opera.
La Regione Lombardia in conformità a quanto previsto in tale accordo
ha coordinato le attività dei Gruppi di Lavoro composti da tecnici e
consulenti degli Enti Locali ed ha curato la stesura del, che e'
stato successivamente sottoposto per la validazione agli Enti
stessi.
La pre-Conferenza dei Servizi ha inoltre ratificato, sulla base di
specifichi atti amministrativi, l'approvazione del ''Documento di
Indirizzi per la progettazione del Sistema Viabilistico Pedemontano'',
steso dalla Regione Lombardia, che ha ottenuto il consenso della
Regione Lombardia, delle Province di Varese, Como, Lecco, Milano,
Bergamo, di 52 Comuni su 63 in rappresentanza dell'87,4% della
popolazione locale e quattro Enti Parco su sei.
Il 22 giugno 2001 la Giunta Regionale (del. G.R. n. VII/5259) ha
deliberato di approvare il documento di indirizzi e di avviare con
la Autostrada Pedemontana Lombarda S.p.A. l'intesa per procedere
alla progettazione preliminare del Sistema Viabilistico Pedemontano.
Il 13 dicembre 2001 la Società Autostrada Pedemontana Spa ha indetto
il bando di gara europeo per la progettazione preliminare e lo
studio di prefattibilità ambientale dell'opera. L'importo presunto
minimo dei lavori è di 1.392.884.256,84 Euro, al netto di IVA.
Importo a base d'asta: 7.493.775,85 Euro, oneri fiscali e
previdenziali esclusi. Il termine per l'invio degli inviti a
presentare le offerte era di 60 giorni dalla data di spedizione del
Bando alla GUCE. La gara è di fatto tuttora aperta. Il vaglio delle
offerte presentate, che avverrà da parte di Società Pedemontana, è
previsto nel mese di aprile in corso.
L'intervento è proposto dal Piano Generale dei Trasporti, approvato
dal CIPE nell'autunno 2000, quale intervento necessario per il
potenziamento della viabilità.
Finanziamento
Il costo dell'intervento, secondo quanto stimato nel Piano Regionale
dei Trasporti è di 2.324.056.045,90 Euro (4.500 miliardi di lire),
di cui: 1.162.028.022,95 Euro (2.250 miliardi di lire) a carico
dello Stato, 581.014.011,47 Euro (1.125 miliardi di lire) a carico
della Regione Lombardia e 581.014.011,47 Euro (1.125 miliardi di
lire) a carico dei privati. Il finanziamento statale non può
superare il 50%, come previsto dalla legge Merloni-ter: per le
autostrade il concedente (Stato - Anas) non può finanziare più del
50% dell'infrastruttura.
Attualmente sono stati stanziati 74.886.250,37 Euro (145 miliardi di
lire) dallo Stato (Anas), con la prima concessione alla Pedemontana.
La Finanziaria 2001 prevede un finanziamento di 51.645.689,91 Euro
(100 miliardi di lire), così ripartiti: 15.493.706,97 Euro (30
miliardi di lire) nel 2001, 15.493.706,97 Euro (30 miliardi di lire)
nel 2002 e 20.658.275,96 Euro (40 miliardi di lire) nel 2003. Il
Piano Generale dei Trasporti stima un costo di 1.962.536.216,54 Euro
(3800 miliardi di lire). L'opera è inserita fra gli interventi
previsti per la Lombardia dalla Legge Obiettivo con un importo pari
a 852.153.883,49 Euro per gli anni 2002/2004. L'importo si riferisce
all'intero Asse Stradale Pedemontano piemontese-lombardo-veneto.
Prossima fase
Il progetto dovrà avere una formulazione progettuale preliminare.
Informazioni tratte dal sito internet di Unioncamere Lombardia

PRESENTATO IL TRACCIATO DELLA PEDEMONTANA
(ASCA) - Milano, 16 feb - Si è conclusa la presentazione ai 76 Comuni
interessati al tracciato della Pedemontana lombarda, proposto dalla società
Pedemontana, che tiene conto dei vincoli territoriali proposti dalla Regione
nel 2001: i comuni hanno ora trenta giorni di tempo per presentare le loro
osservazioni.
Il progetto - si legge in una nota - consiste in un ''sistema'' di
autostrade: un arco di tangenziale ad est di Varese (dallo svincolo di
Gazzada al valico del Gaggiolo); una tangenziale a sud di Como (da poco
prima dell'uscita di Como sud a Tavernerio); una prima tratta con due corsie
per direzione a salire da Cassano Magnago, sulla A8 (Milano-Varese), fino a
Lomazzo sulla A9 (Milano-Como) e da qui fino a Lentate sul Seveso, in cima
alla Milano-Meda.
Seguono una decina di chilometri fino a Cesano Maderno (con tre corsie per
senso di marcia) per poi arrivare a Vimercate, sulla tangenziale est. Da
Vimercate, di nuovo a due corsie per direzione, si scende infine verso la A4
(Milano-Venezia), che si raggiunge a Brembate dopo aver superato l'Adda. Il
tutto legato ''a rete'' con la A4, la tangenziale Est, la Vallassina, la
Superstrada di Meda, la A9 e la A8. Sono 76 chilometri di tracciato
autostradale e quasi 50 di strade locali: complessivamente - continua la
nota - si tratta di un'opera da oltre 3 miliardi e mezzo di euro, la metà
dei quali in autofinanziamento, destinata a gettare un ''ponte'' attraverso
le Province di Milano, Bergamo, Como e Varese, nell'area cioè più densa e
produttiva della Regione. Un ''ponte'' sul quale passeranno, già
all'apertura della tratta centrale tra la A9 e Vimercate prevista per il
2009 insieme con i primi lotti delle tangenziali di Como e Varese, oltre
100.000 veicoli al giorno, quasi tutti interessati a destinazioni lungo il
percorso. Un traffico che oggi già esiste e cerca inutilmente sfogo sulla A4
o nella rete locale ormai completamente urbanizzata.
''Si tratta - ha detto l'assessore regionale della Lombardia alle
Infrastrutture e Mobilità, Massimo Corsaro - di un'opera da approvare nella
Legge Obiettivo, come è stato per la tangenziale est esterna di Milano, il
Tibre (collegamento Tirreno-Brenenro), l'autostrada della Valtrompia e la
tangenziale di Brescia e come sarà, a breve, per Bre.be.mi. (direttissima
Milano-Brescia)''.
PEDEMONTANA, ENTRO 30 GIORNI IL PARERE DEI COMUNI
12 febbraio 2004. Si è conclusa oggi la presentazione ai 76 Comuni
interessati al tracciato della Pedemontana lombarda, proposto dalla società
Pedemontana, che tiene conto dei vincoli territoriali proposti dalla Regione
nel 2001. I Comuni hanno ora trenta giorni di tempo per presentare le loro
osservazioni. Il progetto consiste in un “sistema” di autostrade: un arco di
tangenziale ad est di Varese (dallo svincolo di Gazzada al valico del
Gaggiolo); una tangenziale a sud di Como (da poco prima dell’uscita di Como
sud a Tavernerio); una prima tratta con due corsie per direzione a salire da
Cassano Magnago, sulla A8 (Milano-Varese), fino a Lomazzo sulla A9 (Milano-Como)
e da qui fino a Lentate sul Seveso, in cima alla Milano-Meda. Seguono una
decina di chilometri fino a Cesano Maderno (con tre corsie per senso di
marcia) per poi arrivare a Vimercate, sulla tangenziale est. Da Vimercate,
di nuovo a due corsie per direzione, si scende infine verso la A4 (Milano-Venezia),
che si raggiunge a Brembate dopo aver superato l’Adda. Il tutto legato “a
rete” con la A4, la tangenziale Est, la Vallassina, la Superstrada di Meda,
la A9 e la A8. In tutto sono 76 chilometri di tracciato autostradale e quasi
50 di strade locali.
Complessivamente si tratta di un’opera da oltre 3 miliardi e mezzo di euro,
la metà dei quali in autofinanziamento, destinata a gettare un “ponte”
attraverso le Province di Milano, Bergamo, Como e Varese, nell’area cioè più
densa e produttiva della Regione. Un “ponte” sul quale passeranno, già
all’apertura della tratta centrale tra la A9 e Vimercate prevista per il
2009 insieme con i primi lotti delle tangenziali di Como e Varese, oltre
100.000 veicoli al giorno, quasi tutti interessati a destinazioni lungo il
percorso. Un traffico che oggi già esiste e cerca inutilmente sfogo sulla A4
o nella rete locale ormai completamente urbanizzata.
“Si tratta - ha detto l’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità,
Massimo Corsaro - di un’opera da approvare nella Legge Obiettivo, come è
stato per la tangenziale est esterna di Milano, il Tibre (collegamento
Tirreno-Brenenro), l’autostrada della Valtrompia e la tangenziale di Brescia
e come sarà, a breve, per Bre.be.mi. (direttissima Milano-Brescia)”. La
Legge Obiettivo detta i tempi del confronto e delle decisioni. Il conto alla
rovescia dei 90 giorni a disposizione della Regione è partito il 4 febbraio
(giorno in cui è stato ricevuto il progetto preliminare). Tutti i 76 Comuni
e gli enti coinvolti (4 Province e 5 Parchi: Appiano Gentile e Tradate, Adda
Nord, delle Groane, Valle del Lambro e della Lura e Parco del Molgora)
dovranno però presentare le loro osservazioni alla Regione, entro il 12
marzo.
“D’altronde - ha aggiunto l’assessore - dopo che se ne è parlato per anni, o
si riesce a chiudere in un mese o si discute per altro mezzo secolo”.
“Questo - ha detto ancora Corsaro - è un progetto che rispetta, in gran
parte del tracciato, i vincoli territoriali che nel 2001 la Regione aveva
concordato con i Comuni, facendosene garante, ma che presenta ancora pochi
ma importanti nodi, che dovranno essere risolti entro maggio. Primo tra
questi la decina di chilometri da percorrere ‘dentro’ la Milano-Meda, da
Lentate a Cesano, con un carico di traffico che la strada attuale, con i
pochi aggiustamenti previsti dal progetto, non può sostenere. La Regione -
ha continuato - intende quindi a portare a Roma, con l’accordo del
territorio, una proposta forte e risolutiva, che probabilmente prevedrà
l’interramento di buona parte della superstrada attuale”.
“A differenza di altre grandi e conclamate opere - ha detto ancora
l’assessore Corsaro - Pedemontana non si vedrà dalla luna, ma ogni giorno,
da prima che sorga il sole a molto dopo che è tramontato, sarà un vero e
proprio radiatore per quel motore surriscaldato dell’economia nazionale che
è la Lombardia, del quale non ci si cura perché tanto ha sempre funzionato,
ma che se grippa, molla tutti per strada. Sulle nostre strade passa
quotidianamente oltre un terzo delle merci che attraversano l’Italia, e nei
nostri ingorghi, lungo la A4 e le tangenziali milanesi percorse a velocità
pedonali, si perdono ogni giorno milioni di ore di vita e di lavoro e
milioni di euro in perdita di produttività e di efficienza. Anche solo
rispetto a queste cifre - ha concluso l’assessore regionale - il miliardo e
mezzo di euro di risorse pubbliche, o anche di più se saranno necessarie,
che andiamo a chiedere approvando Pedemontana, non è spesa ma investimento.
Un investimento che non potrà essere negato”. (Ln)

Parere giunta
provinciale di Milano
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19 gennaio 2005
Parere giunta provinciale di Milano
La Giunta Provinciale di Milano ha approvato il parere di sua
competenza sulla parte del tracciato della Pedemontana pubblicato
nello scorso dicembre (nuova tratta B1 da Cesano Maderno a Lentate e
modifiche della tratta B2 da Lomazzo a Lentate).
Nella sua delibera la Provincia di Milano chiede preliminarmente la
realizzazione contestuale degli “interventi riguardanti il trasporto
pubblico ferroviario, in attuazione degli accordi sottoscritti da
tutti gli Enti Pubblici interessati (“Protocollo del ferro per la
Brianza”) al fine di garantire il riequilibrio modale e la
sostenibilità ambientale del sistema dei trasporti”.
Il parere è positivo ma strettamente condizionato da alcune nuove
prescrizioni considerate irrinunciabili tra le quali:
potenziamento e riqualificazione (terza corsia) del tratto
Cormano-Cesano della superstrada MilanoMeda, a spese del soggetto
attuatore di Pedemontana;
definizione puntuale e trasparente del “budget ambientale”, cioè dei
costi di progetto specificatamente riservati alle opere di
mitigazione e compensazione ambientale;
esecuzione di Analisi di rischio e messa in sicurezza definitiva
delle aree di Seveso contaminate dall'incidente Icmesa che sono
interessate dal progetto della nuova tratta B1, sempre a spese del
futuro concessionario della Pedemontana;
soluzione dei problemi di tracciato in Barlassina (interramento);
modifica del tracciato in corrispondenza del bosco del Battù a
Lazzate e del bosco delle Querce a Seveso;
esecuzione di progetto preliminare e Studio di impatto per la
variante della S.P. 133.
Le prescrizioni e le richieste della Provincia provocheranno un
significativo aumento dei costi dell'intera opera che dai 4.300
milioni di euro attuali potrebbero attestarsi poco al di sotto dei
5.000.
Il testo integrale
640K
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29 luglio 2005
Il CIPE approva "in linea tecnica, con
prescrizioni, il progetto preliminare per un costo lievitato
a 4.665,5 milioni di Euro. Nulla dice per il finanziamento.
Il testo della delibera 94/2005
50K (pubblicata solo nel gennaio 2006) |
PEDEMONTANA:
PROGETTO ESECUTIVO NEL 2008, TANGENZIALE DI COMO
APERTA NEL 2013
Si è tenuto a Villa
Gallia la scorsa settimana una riunione tra i
vertici di Pedemontana spa, l’assessore regionale ai
trasporti, Raffaele Cattaneo, le
parti sociali e i sindaci della nostra zona per fare
il punto della situazione sulla prossima
realizzazione di una strada tanto importante quanto
attesa dalla comunità comasca. All’incontro hanno
partecipato anche l’assessore al territorio Stefano
Valli e il Presidente della Provincia di Como,
Leonardo Carioni: “E’ molto
importante - ha detto Carioni – questo tipo di
confronto tra chi gestisce pedemontana e i
rappresentanti dei cittadini; è in questo modo,
infatti, che possono essere evidenziate e
debitamente affrontate eventuali criticità
continua
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SITI IN
CUI SI TRATTA DELLA PEDEMONTANA
alfiosironi.wordpress.com
blog.libero.it/ilvimercatese
www.legambiente.org
http://www.infonodo.org
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