LA PEDEMONTANA       (collegamento a siti dedicati a Pedemontana a)

 

La Pedemontana Lombarda: ottant'anni di progetti

Un percorso lungo e tortuoso accompagna il progetto che da più di quarant'anni fa riferimento allo stesso tracciato.
 


Obiettivo dell'intervento
Il progetto è nato dall'esigenza di realizzare un sistema alternativo per il collegamento sull'asse Est-Ovest del Nord Italia rispetto alla polarizzazione dell'area milanese. L'intervento è finalizzato a realizzare una rete viabilistica alternativa all'asse Bergamo - Milano - Como - Varese lungo il sistema autostradale A4/A8/A9, sviluppandosi a nord del capoluogo lombardo.
Dato il sostanziale parallelismo con la Milano - Venezia, ed attraverso la connessione con le molteplici arterie di penetrazione intercettate (A8-A26, A8, SS233, "Varesina", A9, SS35 "dei Giovi", SS36 "del lago di Como e dello Spluga", Tangenziale Est di Milano,ecc....), la realizzazione del nuovo asse trasversale ha lo scopo di drenare il traffico che si genera a nord del capoluogo, che non avrà più la necessità di gravitare sul sistema viabilistico milanese e sul tratto urbano della A4. L'opera consentirà, altresì, di potenziare il sistema dei collegamenti del tessuto produttivo lombardo con i tre aeroporti della Malpensa, di Linate e di Orio al Serio.

Descrizione dell'intervento
Il progetto infrastrutturale di un sistema viabilistico a scorrimento veloce a Nord di Milano ha avuto diverse fasi di proposte realizzative. Inizialmente era stato presentato un progetto che prevedeva la realizzazione di un'arteria autostradale denominata "Pedemontana". Successivamente, a causa della forte opposizione degli Enti territoriali interessati al tracciato, è stata avanzata una nuova proposta di progetto denominata "Gronda Intermedia". La fusione delle due alternative di tracciato ha dato luogo alla proposta denominata "Pedegronda", un ampio sistema autostradale, formato da tre collegamenti o "sottosistemi": il sub-sistema della Gronda Intermedia, da Legnano (A8) a Dalmine (A4), di Km. 54; il sub-sistema comasco, comprendente i collegamenti da Varese a Como e da Como a Cesano Maderno (intersezione con la Gronda), oltre alla tangenziale di Como (da Casnate a Tavernerio SS 342), per uno sviluppo totale di Km. 45; il sub-sistema varesino, comprendente la tangenziale di Varese, da Gazzada (A8) a Folla di Malnate, e il collegamento da quest'ultima località al valico svizzero del Gaggiolo (direzione Mendrisio), per un totale di Km. 14. A questi tre sottosistemi c'è da aggiungere il collegamento Lecco-Bergamo tra Usmate Velate - Cisano Bergamasco e Cisano Bergamasco - Ponte San Pietro, di Km. 30, che porta l'infrastruttura a svilupparsi per complessivi Km. 144. Per quanto riguarda l'intero sistema, è stata fatta la scelta del "sistema autostradale aperto", a pedaggio sulle medio-lunghe distanze, ad utenza libera per il traffico locale. Anche questo progetto risulta tuttavia superato.
Con l'apertura dell'hub di Malpensa la Regione Lombardia e le province interessate, unitamente alla società concessionaria (la Società Autostrada Pedemontana), hanno avanzato una nuova proposta di progetto così come concordato dal Protocollo d'Intesa del gennaio 1999, noto come "Itinerario viabilistico pedemontano" di cui esiste uno studio di fattibilità redatto dalla società SPEA Autostrade con la consulenza del Centro Studi Pim.
La proposta, che riprende il "sistema autostradale aperto", integra elementi viari esistenti, sia autostradali (A8 e A9) che ordinari (tangenziale di Varese , variante di Lentate della SS 35 dei Giovi, SS 336 Busto Arsizio - Malpensa) con tratti autostradali di nuova realizzazione.
In particolare la nuova soluzione prevede:
1. il completamento del sistema tangenziale di Varese a Nord, dallo svincolo di Gazzada fino al valico svizzero del Gaggiolo;
2. la realizzazione della tangenziale di Como, di collegamento fra la SS 342 Briantea (di cui è prevista una riqualificazione), l'A9 Milano Chiasso, e la SP 36 Cantù-Como; i due elementi viari sopra citati risultano connessi al terzo rispettivamente grazie ai tratti esistenti Gazzada - Busto Arsizio dell'A8 e Grandate - Rovello Porro (Turate) dell'A9 andranno potenziati in modo opportuno;
3. la realizzazione dell'asse autostradale di collegamento fra i densi bacini di utenza posti ad Ovest (Malpensa, Gallarate, Busto e Legnano) e a Est (Monza, Vimercate, Bergamo) dell'area milanese, che si snoderà nel pieno della conurbazione Nord del capoluogo lombardo (media e bassa Brianza).
Il nuovo tracciato avrà inizio sulla "bretella di Gallarate" tra l'A8 e la SS 336 per Malpensa, prevista dal Piano Territoriale d'Area Malpensa, e si collegherà quindi, in prossimità di Cermenate, alla Variante di Lentate (di recentissima apertura) della SS 35 dei Giovi e proseguirà poi in direzione di Desio (Cesano Maderno), utilizzando un tratto - appositamente potenziato - della superstrada Milano Meda (SS 35) con un raccordo tramite la Novedratese per assicurare un collegamento del bacino lecchese a Malpensa. Da questo punto è prevista la partenza della nuova direttrice autostradale Desio - Vimercate (tangenziale est di Milano) sino all'innesto sull'A4 Milano - Venezia a ovest dell'Adda, consentendo altresì l'allacciamento con il sistema tangenziale di Bergamo in costruzione.

Stato di avanzamento
Il progetto si trova nella fase di assegnazione dell'incarico per la progettazione preliminare.

Cronistoria
In data 26 gennaio 1999 è stato sottoscritto il Protocollo d'Intesa per l'Itinerario Viabilistico Pedemontano tra: Regione Lombardia, Province di Bergamo, Como, Lecco e Varese, Comuni di Como e Varese, Autostrada Pedemontana S.p.a., Società Serravalle Milano - Ponte Chiasso S.p.a., Società Autostrade S.p.a. e ANAS. Il protocollo riguarda la definizione del Sistema Viabilistico Pedemontano sulla base del tracciato concordato nel novembre 1998.
In data 12 aprile 1999 si è svolta la Pre-Conferenza dei Servizi inerente il Sistema Viabilistico Pedemontano, alla presenza del Sottosegretario ai Lavori Pubblici, on. Antonio Bargone. Lo scopo dell'incontro, dopo l'avvio della prima fase di confronto in sede tecnica con gli Enti Locali, era quello di verificare, alla presenza dei rappresentanti dell'Amministrazione Centrale dello Stato, la volontà di realizzare un nuovo collegamento di tipo viabilistico, in direzione est - ovest.
Dalla discussione è emersa, da parte delle Amministrazioni Locali, una effettiva problematicità nel pronunciamento sul percorso operativo e sullo scenario prospettati dal Documento distribuito in corso di riunione; ne è conseguita l'opportunità, fatta valere dal Sottosegretario ai LL.PP. on. A. Bargone, di aggiornare la Pre-Conferenza dopo aver fatto un'ulteriore verifica con le Province e i Comuni interessati al tracciato. A conclusione del lavoro di raffronto puntuale tra le Province e i Comuni sulle singole tratte dell'infrastruttura il 19 luglio 1999 si è giunti alla seconda Pre-Conferenza dei Servizi, dove, per le singole tratte del si sono registrati diversi gradi di approfondimento e di convergenza verso soluzioni unitarie di tracciato. Per alcune tratte il consenso risultava consolidato su un'ipotesi di tracciato concordato: esemplari in questo senso sono le tratte che interessano Varese e Como.
Relativamente alle altre tratte (tra cui possono essere ricomprese le tratte che staccandosi dalla A8 in Busto Arsizio attraversano i Comuni della Provincia di Varese e della Provincia di Como fino a Cermenate e poi della Provincia di Milano fino a Vimercate con possibili alternative di percorso nell'ultimo tratto) le Amministrazioni non hanno fornito indicazioni alternative di tracciato. In particolare, nel tratto milanese Cermenate - Desio - Vimercate la Conferenza dei Sindaci della Brianza ha elaborato una proposta di Piano d'Area quale strumento di riferimento per valutare le esigenze e la domanda di mobilità in relazione al territorio.
Dallo studio è emersa l'esigenza di dotarsi di un sistema fortemente integrato ferro - gomma, da ottenersi attraverso la realizzazione di nuovi interventi a completamento delle diverse maglie gerarchiche, ma soprattutto attraverso la riqualifica e l'adeguamento delle infrastrutture esistenti.
Vi è infine la tratta Vimercate - Dalmine, in relazione alla quale occorre esplorare in modo approfondito le alternative di percorso e di sistema, al fine di valutare la soluzione preferibile sulla base delle implicazioni territoriali e ambientali di adeguamento funzionale della rete viabilistica stradale e ferroviaria. Tuttora non risulta definita una scelta di percorso e di sistema, ma sono state individuate specifiche alternative, vincolate sostanzialmente dalle ridotte possibilità di attraversamento dell'Adda.
La Giunta Regionale ha approvato, con D.G.R. n.46933 del 3 dicembre 1999, il Protocollo di Accordo per la definizione del Sistema Viabilistico Pedemontano e le relative modalità per lo sviluppo del progetto preliminare.
In data 13 marzo 2000 è stata sottoscritto, presso la sede della Giunta della Regione Lombardia, il testo di accordo per la realizzazione e per la progettazione del Sistema Viabilistico. Il Protocollo di accordo è sottoscritto dalla Regione Lombardia, dalle Province di Varese, Como, Milano, Bergamo, Lecco, dai 5 Enti Parco, dall'ANAS, dall'Autostrada Pedemontana Lombarda S.p.A., da 91 Comuni su 97.
L'accordo fissa tempi e risorse certe: otto mesi per produrre il documento vincolante per la redazione del progetto preliminare e 500 milioni per gli studi necessari. Il Sistema Viabilistico Pedemontano sarà una superstrada, differenziata nella sua tipologia per tratte a seconda dei territori, con un insieme di opere integrate e complementari. Il gruppo tecnico unificato, sulla base delle indicazione apportate dai gruppi di studio istituiti per valutare le singole tratte, deve valutare la proposta di un'arteria stradale a doppia carreggiata, da realizzarsi in parziale autofinanziamento, oltre a valutare la compatibilità e sostenibilità ambientale degli interventi infrastrutturali, individuando le necessarie opere di mitigazione.
Nel mese di agosto 2000 la Regione Lombardia e i numerosi Comuni della Brianza, orientale e lecchese, e della Bergamasca hanno deciso di affidare al Dipartimento di Scienza del territorio del Politecnico di Milano, l'incarico di effettuare uno studio per individuare la soluzione ottimale del tracciato in queste due aree, tenendo conto delle previsioni urbanistiche locali, delle emergenze socio - territoriali, delle problematiche ambientali e delle interconnessioni con la viabilità esistente ed il servizio ferroviario. Lo studio è cofinanziato dalla Regione con 150 milioni di lire e con 120 milioni di lire dai Comuni interessati.
Il 15 marzo 2001, presso la sede della Regione Lombardia, si è raggiunto l'accordo politico, a livello locale, sul progetto: con il via libera di tutte le Province interessate, quattro dei sei Parchi e del 75% dei Comuni (che rappresentano l'85% della popolazione coinvolta) si è sbloccato l'iter per la definizione del tracciato dell'opera viaria. La soluzione, individuata dalla Regione Lombardia, prevede la realizzazione di un percorso continuo che attraversi le province di Varese, Como, Milano e Bergamo e lo sviluppo dei sistemi tangenziali di Como e Varese. E' stata richiesta, al Ministero dei Lavori Pubblici, la convocazione della pre-Conferenza dei Servizi per individuare i finanziatori privati dell'opera.
Il 3 aprile 2001, presso la sede della Regione Lombardia, è stata definitivamente chiusa la pre-Conferenza dei servizi sancendo il risultato politico del 15 marzo che prevede l'accordo, a livello locale, sul tracciato dell'opera viaria con il via libera di tutte le Province interessate, di quattro dei sei Parchi e dell'85% della popolazione dei Comuni interessati. La pre-Conferenza ha deliberato di dare avvio alla progettazione preliminare dell'opera.
La Regione Lombardia in conformità a quanto previsto in tale accordo ha coordinato le attività dei Gruppi di Lavoro composti da tecnici e consulenti degli Enti Locali ed ha curato la stesura del, che e' stato successivamente sottoposto per la validazione agli Enti stessi.
La pre-Conferenza dei Servizi ha inoltre ratificato, sulla base di specifichi atti amministrativi, l'approvazione del ''Documento di Indirizzi per la progettazione del Sistema Viabilistico Pedemontano'', steso dalla Regione Lombardia, che ha ottenuto il consenso della Regione Lombardia, delle Province di Varese, Como, Lecco, Milano, Bergamo, di 52 Comuni su 63 in rappresentanza dell'87,4% della popolazione locale e quattro Enti Parco su sei.
Il 22 giugno 2001 la Giunta Regionale (del. G.R. n. VII/5259) ha deliberato di approvare il documento di indirizzi e di avviare con la Autostrada Pedemontana Lombarda S.p.A. l'intesa per procedere alla progettazione preliminare del Sistema Viabilistico Pedemontano.
Il 13 dicembre 2001 la Società Autostrada Pedemontana Spa ha indetto il bando di gara europeo per la progettazione preliminare e lo studio di prefattibilità ambientale dell'opera. L'importo presunto minimo dei lavori è di 1.392.884.256,84 Euro, al netto di IVA. Importo a base d'asta: 7.493.775,85 Euro, oneri fiscali e previdenziali esclusi. Il termine per l'invio degli inviti a presentare le offerte era di 60 giorni dalla data di spedizione del Bando alla GUCE. La gara è di fatto tuttora aperta. Il vaglio delle offerte presentate, che avverrà da parte di Società Pedemontana, è previsto nel mese di aprile in corso.
L'intervento è proposto dal Piano Generale dei Trasporti, approvato dal CIPE nell'autunno 2000, quale intervento necessario per il potenziamento della viabilità.

Finanziamento
Il costo dell'intervento, secondo quanto stimato nel Piano Regionale dei Trasporti è di 2.324.056.045,90 Euro (4.500 miliardi di lire), di cui: 1.162.028.022,95 Euro (2.250 miliardi di lire) a carico dello Stato, 581.014.011,47 Euro (1.125 miliardi di lire) a carico della Regione Lombardia e 581.014.011,47 Euro (1.125 miliardi di lire) a carico dei privati. Il finanziamento statale non può superare il 50%, come previsto dalla legge Merloni-ter: per le autostrade il concedente (Stato - Anas) non può finanziare più del 50% dell'infrastruttura.
Attualmente sono stati stanziati 74.886.250,37 Euro (145 miliardi di lire) dallo Stato (Anas), con la prima concessione alla Pedemontana.
La Finanziaria 2001 prevede un finanziamento di 51.645.689,91 Euro (100 miliardi di lire), così ripartiti: 15.493.706,97 Euro (30 miliardi di lire) nel 2001, 15.493.706,97 Euro (30 miliardi di lire) nel 2002 e 20.658.275,96 Euro (40 miliardi di lire) nel 2003. Il Piano Generale dei Trasporti stima un costo di 1.962.536.216,54 Euro (3800 miliardi di lire). L'opera è inserita fra gli interventi previsti per la Lombardia dalla Legge Obiettivo con un importo pari a 852.153.883,49 Euro per gli anni 2002/2004. L'importo si riferisce all'intero Asse Stradale Pedemontano piemontese-lombardo-veneto.

Prossima fase
Il progetto dovrà avere una formulazione progettuale preliminare.

Informazioni tratte dal sito internet di Unioncamere Lombardia



PRESENTATO IL TRACCIATO DELLA PEDEMONTANA


(ASCA) - Milano, 16 feb - Si è conclusa la presentazione ai 76 Comuni interessati al tracciato della Pedemontana lombarda, proposto dalla società Pedemontana, che tiene conto dei vincoli territoriali proposti dalla Regione nel 2001: i comuni hanno ora trenta giorni di tempo per presentare le loro osservazioni.
Il progetto - si legge in una nota - consiste in un ''sistema'' di autostrade: un arco di tangenziale ad est di Varese (dallo svincolo di Gazzada al valico del Gaggiolo); una tangenziale a sud di Como (da poco prima dell'uscita di Como sud a Tavernerio); una prima tratta con due corsie per direzione a salire da Cassano Magnago, sulla A8 (Milano-Varese), fino a Lomazzo sulla A9 (Milano-Como) e da qui fino a Lentate sul Seveso, in cima alla Milano-Meda.
Seguono una decina di chilometri fino a Cesano Maderno (con tre corsie per senso di marcia) per poi arrivare a Vimercate, sulla tangenziale est. Da Vimercate, di nuovo a due corsie per direzione, si scende infine verso la A4 (Milano-Venezia), che si raggiunge a Brembate dopo aver superato l'Adda. Il tutto legato ''a rete'' con la A4, la tangenziale Est, la Vallassina, la Superstrada di Meda, la A9 e la A8. Sono 76 chilometri di tracciato autostradale e quasi 50 di strade locali: complessivamente - continua la nota - si tratta di un'opera da oltre 3 miliardi e mezzo di euro, la metà dei quali in autofinanziamento, destinata a gettare un ''ponte'' attraverso le Province di Milano, Bergamo, Como e Varese, nell'area cioè più densa e produttiva della Regione. Un ''ponte'' sul quale passeranno, già all'apertura della tratta centrale tra la A9 e Vimercate prevista per il 2009 insieme con i primi lotti delle tangenziali di Como e Varese, oltre 100.000 veicoli al giorno, quasi tutti interessati a destinazioni lungo il percorso. Un traffico che oggi già esiste e cerca inutilmente sfogo sulla A4 o nella rete locale ormai completamente urbanizzata.
''Si tratta - ha detto l'assessore regionale della Lombardia alle Infrastrutture e Mobilità, Massimo Corsaro - di un'opera da approvare nella Legge Obiettivo, come è stato per la tangenziale est esterna di Milano, il Tibre (collegamento Tirreno-Brenenro), l'autostrada della Valtrompia e la tangenziale di Brescia e come sarà, a breve, per Bre.be.mi. (direttissima Milano-Brescia)''.



PEDEMONTANA, ENTRO 30 GIORNI IL PARERE DEI COMUNI


12 febbraio 2004. Si è conclusa oggi la presentazione ai 76 Comuni interessati al tracciato della Pedemontana lombarda, proposto dalla società Pedemontana, che tiene conto dei vincoli territoriali proposti dalla Regione nel 2001. I Comuni hanno ora trenta giorni di tempo per presentare le loro osservazioni. Il progetto consiste in un “sistema” di autostrade: un arco di tangenziale ad est di Varese (dallo svincolo di Gazzada al valico del Gaggiolo); una tangenziale a sud di Como (da poco prima dell’uscita di Como sud a Tavernerio); una prima tratta con due corsie per direzione a salire da Cassano Magnago, sulla A8 (Milano-Varese), fino a Lomazzo sulla A9 (Milano-Como) e da qui fino a Lentate sul Seveso, in cima alla Milano-Meda. Seguono una decina di chilometri fino a Cesano Maderno (con tre corsie per senso di marcia) per poi arrivare a Vimercate, sulla tangenziale est. Da Vimercate, di nuovo a due corsie per direzione, si scende infine verso la A4 (Milano-Venezia), che si raggiunge a Brembate dopo aver superato l’Adda. Il tutto legato “a rete” con la A4, la tangenziale Est, la Vallassina, la Superstrada di Meda, la A9 e la A8. In tutto sono 76 chilometri di tracciato autostradale e quasi 50 di strade locali.

Complessivamente si tratta di un’opera da oltre 3 miliardi e mezzo di euro, la metà dei quali in autofinanziamento, destinata a gettare un “ponte” attraverso le Province di Milano, Bergamo, Como e Varese, nell’area cioè più densa e produttiva della Regione. Un “ponte” sul quale passeranno, già all’apertura della tratta centrale tra la A9 e Vimercate prevista per il 2009 insieme con i primi lotti delle tangenziali di Como e Varese, oltre 100.000 veicoli al giorno, quasi tutti interessati a destinazioni lungo il percorso. Un traffico che oggi già esiste e cerca inutilmente sfogo sulla A4 o nella rete locale ormai completamente urbanizzata.

“Si tratta - ha detto l’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità, Massimo Corsaro - di un’opera da approvare nella Legge Obiettivo, come è stato per la tangenziale est esterna di Milano, il Tibre (collegamento Tirreno-Brenenro), l’autostrada della Valtrompia e la tangenziale di Brescia e come sarà, a breve, per Bre.be.mi. (direttissima Milano-Brescia)”. La Legge Obiettivo detta i tempi del confronto e delle decisioni. Il conto alla rovescia dei 90 giorni a disposizione della Regione è partito il 4 febbraio (giorno in cui è stato ricevuto il progetto preliminare). Tutti i 76 Comuni e gli enti coinvolti (4 Province e 5 Parchi: Appiano Gentile e Tradate, Adda Nord, delle Groane, Valle del Lambro e della Lura e Parco del Molgora) dovranno però presentare le loro osservazioni alla Regione, entro il 12 marzo.

“D’altronde - ha aggiunto l’assessore - dopo che se ne è parlato per anni, o si riesce a chiudere in un mese o si discute per altro mezzo secolo”.

“Questo - ha detto ancora Corsaro - è un progetto che rispetta, in gran parte del tracciato, i vincoli territoriali che nel 2001 la Regione aveva concordato con i Comuni, facendosene garante, ma che presenta ancora pochi ma importanti nodi, che dovranno essere risolti entro maggio. Primo tra questi la decina di chilometri da percorrere ‘dentro’ la Milano-Meda, da Lentate a Cesano, con un carico di traffico che la strada attuale, con i pochi aggiustamenti previsti dal progetto, non può sostenere. La Regione - ha continuato - intende quindi a portare a Roma, con l’accordo del territorio, una proposta forte e risolutiva, che probabilmente prevedrà l’interramento di buona parte della superstrada attuale”.

“A differenza di altre grandi e conclamate opere - ha detto ancora l’assessore Corsaro - Pedemontana non si vedrà dalla luna, ma ogni giorno, da prima che sorga il sole a molto dopo che è tramontato, sarà un vero e proprio radiatore per quel motore surriscaldato dell’economia nazionale che è la Lombardia, del quale non ci si cura perché tanto ha sempre funzionato, ma che se grippa, molla tutti per strada. Sulle nostre strade passa quotidianamente oltre un terzo delle merci che attraversano l’Italia, e nei nostri ingorghi, lungo la A4 e le tangenziali milanesi percorse a velocità pedonali, si perdono ogni giorno milioni di ore di vita e di lavoro e milioni di euro in perdita di produttività e di efficienza. Anche solo rispetto a queste cifre - ha concluso l’assessore regionale - il miliardo e mezzo di euro di risorse pubbliche, o anche di più se saranno necessarie, che andiamo a chiedere approvando Pedemontana, non è spesa ma investimento. Un investimento che non potrà essere negato”. (Ln)


Parere giunta provinciale di Milano

19 gennaio 2005
Parere giunta provinciale di Milano
La Giunta Provinciale di Milano ha approvato il parere di sua competenza sulla parte del tracciato della Pedemontana pubblicato nello scorso dicembre (nuova tratta B1 da Cesano Maderno a Lentate e modifiche della tratta B2 da Lomazzo a Lentate).
Nella sua delibera la Provincia di Milano chiede preliminarmente la realizzazione contestuale degli “interventi riguardanti il trasporto pubblico ferroviario, in attuazione degli accordi sottoscritti da tutti gli Enti Pubblici interessati (“Protocollo del ferro per la Brianza”) al fine di garantire il riequilibrio modale e la sostenibilità ambientale del sistema dei trasporti”.
Il parere è positivo ma strettamente condizionato da alcune nuove prescrizioni considerate irrinunciabili tra le quali:
potenziamento e riqualificazione (terza corsia) del tratto Cormano-Cesano della superstrada MilanoMeda, a spese del soggetto attuatore di Pedemontana;
definizione puntuale e trasparente del “budget ambientale”, cioè dei costi di progetto specificatamente riservati alle opere di mitigazione e compensazione ambientale;
esecuzione di Analisi di rischio e messa in sicurezza definitiva delle aree di Seveso contaminate dall'incidente Icmesa che sono interessate dal progetto della nuova tratta B1, sempre a spese del futuro concessionario della Pedemontana;
soluzione dei problemi di tracciato in Barlassina (interramento);
modifica del tracciato in corrispondenza del bosco del Battù a Lazzate e del bosco delle Querce a Seveso;
esecuzione di progetto preliminare e Studio di impatto per la variante della S.P. 133.
Le prescrizioni e le richieste della Provincia provocheranno un significativo aumento dei costi dell'intera opera che dai 4.300 milioni di euro attuali potrebbero attestarsi poco al di sotto dei 5.000.
 


PEDEMONTANA: PROGETTO ESECUTIVO NEL 2008, TANGENZIALE DI COMO APERTA NEL 2013

Si è tenuto a Villa Gallia la scorsa settimana una riunione tra i vertici di Pedemontana spa, l’assessore regionale ai trasporti, Raffaele Cattaneo, le parti sociali e i sindaci della nostra zona per fare il punto della situazione sulla prossima realizzazione di una strada tanto importante quanto attesa dalla comunità comasca. All’incontro hanno partecipato anche l’assessore al territorio Stefano Valli e il Presidente della Provincia di Como, Leonardo Carioni: “E’ molto importante - ha detto Carioni – questo tipo di confronto tra chi gestisce pedemontana e i rappresentanti dei cittadini; è in questo modo, infatti, che possono essere evidenziate e debitamente affrontate eventuali criticità... continua


SITI IN CUI SI TRATTA DELLA PEDEMONTANA


 

Insieme in rete per uno sviluppo sostenibile (pagina dedicata al comune di Meda)

Autostrada Pedemontana Lombarda. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Il Sistema Viabilistico Pedemontano. Sito ufficiale
 

alfiosironi.wordpress.com

blog.libero.it/ilvimercatese

http://www.infonodo.org


Intervento Pedemontana Lombarda (Cassano Magnago-Dalmine)
Data ultimo
aggiornamento
23/03/2011 Settore Viabilità Vedi tutti i progetti dello stesso settore

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